EnglishFrenchGermanItalianSpanish

Incontro tra Osce e No Cap di Yvan Sagnet

Giu 13, 2021 | Servizi Stampa Internazionale, Uncategorized

Roma 13 Giugno 2021

Qui articolo completo di Repubblica sull’evento  

L’incontro tra OSCE e NoCap. Yvan Sagnet, fondatore della Rete NoCap, il 14 giugno partecipa alla Conferenza OSCE: ospite tra le 16 e le 17.30, per tutta la giornata è anche speaker e risponde alle domande del pubblico (per iscriversi alla conferenza online e per fare domande su Twitter) . La Rete NoCap nasce nel 2011,  con una storia differente da OSCE.

Eppure, le due organizzazioni hanno metodologie simili. NoCap, infatti, porta avanti un capillare lavoro di ‘liberazione’ degli agricoltori (uomini, donne, italiani e immigrati) da sfruttamento, sistema di semidetenzione, sottopaga. Producendo e distribuendo, inoltre, prodotti che seguono principi di imprenditoria etica e certificata. Yvan Sagnet, ingegnere al Politecnico di Torino, ha fondato l’associazione dalla personale esperienza di sfruttamento nei campi del foggiano, fino a organizzare lo Sciopero di Nardò (2011), al lavoro in CGIL, alla medaglia di Cavalierato del Lavoro ricevuta da Mattarella.

“Le scelte del consumatore possono modificare il mercato”. “Il caporalato e lo sfruttamento in agricoltura sono la punta dell’iceberg di un sistema economico che ha come orizzonte la massimizzazione del profitto e genera una drammatica competizione in cui chi detiene le leve del mercato, multinazionali e grande distribuzione, esercita una pressione sul resto della filiera produttiva, dai produttori ai lavoratori – spiega Yvan Sagnet – per combattere lo sfruttamento, in questi anni sono state messe in campo azioni con approccio repressivo, necessarie ma non sufficienti.

Meet the speakers of the #CTHB21 #Alliance against #HumanTrafficking:
Yvan Sagnet, President of NoCap, Intl. network against gang master system, Italy. He will discuss how awareness by citizens & consumers can make the difference in deterring #demand

Il modello NoCap.  Si basa su un diverso approccio: punta alla sostenibilità, attraverso le scelte consapevoli di noi cittadini. Le nostre scelte di consumo etico faranno la differenza e sono l’arma più efficace eliminare i caporali. Ogni volta che facciamo la spesa dobbiamo chiederci se la merce che acquistiamo è stata prodotta nel rispetto della dignità umana.

Con i prodotti etici a marchio NoCap, realizzati senza sfruttamento della manodopera e pagati al prezzo giusto al produttore, i cittadini possono agire concretamente contro il caporalato”.